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| L'ANGOLO
DELLA RASSEGNA STAMPA |
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Un
esame superato a pieni voti
Abilitati alla professione 19 studenti
della scuola
Diciannove ottici "nuovi di zecca"
dalla scuola di Pieve. In settembre, si sono tenuti gli esami
di abilitazione all'esercizio. «I candidati», spiega
il professor Pierpaolo Genova, «hanno sostenuto le prove
previste dalla normativa vigente. Tra simulazioni, misurazioni
della vista e applicazioni delle lenti a contatto, gli studenti
hanno dimostrato di essere in possesso di quelle conoscenze
e di aver sviluppato quelle competenze specifiche che la professione
di ottico richiede». Le prove, che si sono svolte di fronte
alla commissione giudicatrice composta dai docenti dell'istituto
cadorino, dai rappresentanti del Ministero della Sanità
e di categoria, si sono concluse con il colloquio introdotto
dalle "tesine" che i giovani candidati hanno preparato
nel corso del loro ultimo anno di corso. Le conversazioni si
sono articolate su argomenti che hanno spaziato dai problemi
legati al glaucoma al trattamento del cheratocono, dal valore
di una corretta educazione alla visione agli effetti del porto
continuo delle lenti a contatto. Questi i candidati che hanno
positivamente superato l'esame: Alessia Baldissarutti, Sergio
Balleello, Fatima Buttazzo, Mirka Calligaro, Manuela Coffen,
Giovanni Da Rin, Maria Chiara De Bettin, Virginio De Carlo,
Gemma De Lotto, Debora De Mario, Marco Filippelli, Solange Frescura,
Alessia Menia Cadore, Vania Menia Cadore, Mark Quattrer, Michele
Ravara, Valerio Simonetti, Valentina Trevisiol e Antonietta
Zandonella. «Un risultato», conclude il professor
Genova, «che dimostra ancora una volta l'elevato grado
di preparazione degli studenti della scuola di Pieve, impegnata
da 40 anni nella formazione di questa particolare figura professionale,
il cui profilo sta subendo una rapida e profonda evoluzione
grazie ai contributi offerti dall'innovazione tecnologica e
dall'introduzione dei nuovi materiali. Queste novità
costituiscono un ulteriore motivo di approfondimento della preparazione
che i diplomati cadorini avranno modo di spendere nel corso
della loro vita lavorativa».
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