ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE "ENRICO FERMI"
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Rassegna Stampa
BREVE STORIA DELL'OCCHIALE
Occhialini francesi della seconda meta dell'800Rileggendo la storia degli occhiali é proprio il caso di dire che questo strumento, così importante e per noi oggi così ovvio, é stato spesso perso di vista in passato al punto che le sue origini sono tuttora incerte e discussa ne è la paternità. Vari studiosi nell'arco dei secoli si sono interessati a questo enigma e fra le diverse interpretazioni e congetture sembra prevalere quella che attribuisce l'invenzione degli occhiali ad un anonimo italiano probabilmente veneto, intorno alla metà del XIII secolo. Più indietro nel tempo non si trova traccia di occhiali né, soprattutto, citazioni degne di fede. E' legittimo supporre che i romani, che producevano il vetro molto bene, si avvalessero di qualche mezzo di ingrandimento, ma nessuno pensò di utilizzarlo per alleviare la fatica di leggere anche perché allora le occasioni di lettura erano molto rare e riservate a pochi. Sappiamo che Seneca conosceva l'azione prismatica delle superfici di vetro sfaccettate e che i piccoli caratteri vengono ingranditi se osservati attraverso una bottiglia di vetro di forma sferica piena d'acqua. Sappiamo che Nerone era solito guardare i giochi del circo attraverso una lente di smeraldo probabilmente perché il colore verde ha un effetto riposante sulla vista anche se non si può escludere che, in maniera del tutto casuale, il taglio particolare di quella pietra acquistasse il pregio di correggere la miopia. Fu comunque un vezzo molto imitato e "l'occhiale" di Nerone è passato alla storia. Come mezzo d'ingrandimento abituale, i romani e i greci usavano lo specchio concavo utilizzato anche per altri scopi: Demostene per esempio studiava davanti allo specchio le mosse delle sue orazioni ed Archimede, grazie agli specchi ustori, incendiò le navi romane ancorate sotto le mura di Siracusa.Di lenti di ingrandimento vere e proprie parla per la prima volta il fisico arabo Alhazen (996-1038) nella parte terza del suo celebre trattato di ottica osserva che, mediante un segmento sferico di vetro (quindi una lente piano-convessa) si possono ottenete immagini ingrandite. Nel 1268 il filosofo inglese Ruggero Bacone, perseguitato e incarcerato per i suoi scritti che si ritenevano ispirati dal diavolo, scrisse nel suo Opus Majus un importante capitolo nella storia dell'occhiale quando descrisse l'azione di ingrandimento della lente convessa e ne suggerì l'uso a chi avesse problemi di vista:" ...con questo strumento tutti coloro che hanno occhi malati possono vedere ingrandita anche la lettera più piccola." Bacone ebbe quindi il merito di intuire che le lenti convesse potevano essere usate per facilitare la lettura (nella presbiopia) ma non fu lui l'inventore degli occhiali anche se fu senza dubbio contemporaneo all'invenzione. I documenti più antichi parlano esplicitamente dell'arte di fare lenti per occhiali e da ingrandimento sono i Capitolari veneziani del 1300. In data 15 Giugno 1301 in un paragrafo riguardante la Corporazione degli artigiani del vetro e del cristallo di rocca, si prescrive che coloro che intendono fabbricare "vitreos ab oculis ad legendum" siano iscritti alla Corporazione dei "cristalleri" e si impegnino a non diffondere all'esterno di Venezia i segreti di quest'arte preziosa. Per i trasgressori erano previste pene severe. Enrico De Lotto, medico umanista e profondo conoscitore dell'industria italiana degli occhiali, scrive nella sua opera "Dallo smeraldo di Nerone agli occhiali del Cadore": "Se nel 1300 nella città di Venezia esistevano disposizioni così chiare e draconiane contro i falsificatori, significa che l'industria dei fabbricanti di occhiali era ben radicata e fiorente nella zona e se ne dovevano diffondere con attenzione i segreti. Un'arte che si falsifica è un'arte evoluta e perciò doveva essere già da tempo praticata nella Repubblica Veneta, molto prima del 1300, quasi certamente fin dal 1285." Venezia del resto era l'unica città d'Europa che nel XIII secolo conosceva i segreti della fabbricazione del vetro da quando quest'arte era stata completamente abbandonata e dimenticata in occidente dopo la caduta dell'Impero Romano. Venezia custodiva gelosamente questo monopolio al punto che nel 1289 il Consiglio dei Dieci decise di trasferire tutte le fabbriche di vetro nell'isola di Murano (dove fioriscono ancora oggi per assicurare una vigilanza più efficace all'arte vetraria e preservarne la segretezza). Probabilmente Frate Alessandro della Spina, un domenicano di grande ingegno al quale è stato erroneamente attribuito il merito dell'invenzione degli occhiali, imparò il metodo di fabbricazione a Venezia, dove l'ordine domenicano aveva un convento, e lo divulgò in seguito in Toscana. I frati domenicani svolsero del resto un ruolo decisivo nella diffusione degli occhiali trovandovi grande giovamento nella faticosa opera di traduzione di quel complesso patrimonio letterario e storico della civiltà araba, greca e romana che grazie a loro ci è stato tramandato.La più antica figura con occhiali esistente al mondo è un domenicano: il La più antica figura con occhiali esistente al mondo rappresentante Ugone da Provenzavescovo Ugone da Provenza dipinto da Tommaso da Modena nel 1252. La sua effigie, che per la prima volta testimonia l'uso dell'occhiale da vista, è conservata nella bella chiesa di S. Nicolò a Treviso nella regione Veneto. Se l'invenzione dell'occhiale è databile presumibilmente intorno alla metà del XIII secolo, occorre attendere ancora due secoli per avere una significativa diffusione di questo prezioso strumento. Fu infatti l'invenzione della stampa a metà del XV secolo a dare un certo impulso all'utilizzo di occhiali quando ai manoscritti preziosi e rari, si aggiunsero libri stampati, accessibili a un maggior numero di persone. La possibilità di leggere più nitidamente la pagina scritta con ipiccoli caratteri a stampa assunse così una reale importanza commerciale e favorì lo sviluppo della fabbricazione di occhiali. I primi esemplari avevano lenti biconvesse ed erano utilizzabili per correggere la presbiopia. Solo nella seconda metà del XV secolo compaiono gli occhiali per miopi confezionati con lenti biconcave mentre occorre arrivare alla fine del '700 per trovare gli occhiali bifocali. L'invenzione delle lenti cosiddette "doppie" è attribuita a Beniamino Franklin che trovando insopportabile dover cambiare ogni momento occhiali per vedere da vicino e da lontano, pensò di adoperare per ciascun occhio due lenti spezzate a metà. In realtà Franklin fu solo uno dei primi illustri utilizzatori delle lenti bifocali ma l'idea e la realizzazione sembrano spettare a due inventori distinti che in date e luoghi diversi arrivarono a mettere a punto la stessa geniale soluzione delle lenti bifocali: S. Pierce nel 1760 ed A. Smith nel 1783. Nei primi anni del '700, l'ottico inglese Edward Scarlett inventò le stanghette rigide che risolvevano una volta per tutte il problema di tenere fermi gli occhiali. Sempre in questo periodo nel fastoso e decadente ambiente veneziano e alla Corte di Francia, compare la moda dell'occhialino. Era questo un autentico capolavoro di oreficeria realizzato e altri materiali rari, ornato con pietre preziose e addirittura con porcellane di Sevres.Queste montature elaborate e ricche di decorazioni costituivano un vero e proprio status symbol a quell'epoca oltre che un ricercato accessorio di moda ed erano utilizzate anche da chi non aveva assolutamente bisogno di correzioni di vista. Non c'era gentildonna, giovane o vecchia, che uscisse di casa senza il suo prezioso occhialino con la lunga asta né gentiluomo sprovvisto della lente singola montata su asticciola e legata con un cordoncino al collo. L'occhialino fu l'accessorio di moda del '700Venditore ambulante di occhiali mentre il monocolo trattenuto nell'incavo dell'occhio dominò il secolo successivo in ambienti esclusivamente maschili insieme al "pincez nez" molto più spartano utilizzato prevalentemente da uomini di legge e d'affari. Man mano che il progresso sociale e l'aumento degli scambi consentivano uno sviluppo economico più diffuso, l'occhiale diventava un oggetto alla portata di tutti. In Europa e, più tardi, in America sorsero importanti fabbriche di occhiali, mentre tanti piccoli artigiani in vari paesi fabbricavano alacremente occhiali di poco costo di solito venduti nelle vie e nei mercatini insieme a tante altre cianfrusaglie da venditori ambulanti vestiti in modo chiassoso per attirare l'attenzione dei passanti. Elegante e adorno di chiassosità per i ricchi che se lo facevano confezionare su misura, semplice e funzionale per chi lo usava di necessità, l'occhiale fin dalla sua nascita ha testimoniato un'attenzione via via crescente verso il design della montatura. I fabbricanti di occhiali, dall'umile montatura in cuoio a quella in metalli preziosi, hanno sempre cercato di conciliare le esigenze della funzionalità con quelle dell'estetica.
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© 2003 - Andrea Solero