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Il
primo occhiale in assoluto della storia fu ideato e costruito
moltoprobabilmente nel 1286 dal frate AlessandroSpina presso
il convento domenicano di S. Caterina in Pisa. Egli svolgeva
la mansione di miniaturista ed era sottoposto alla fastidiosa
limitazione invalidante delle lenti oftalmicheveneziane, il
quale uso richiedeva l'impegno di una mano. Il frate non volle
svelare questa sua invenzione, cosa che fece un suo confratello,
anche lui miniaturista, dopo il suo decesso. Questo secondo
assunse i meriti di tale progetto, copiando il modello originale
assemblando due lenti oftalmiche veneziane con un compasso,
dopodiché provvide a inforcarlo sul naso e stringendo
semplicemente la cerniera a frizione, ne ottenne l'ancoraggio.
Ciò è dimostrabile grazie ad alcuni documenti
datati 1306, iquali ricordano l'invenzione che risultò
la più importante conquista della medicina di tutto il
medioevo scoperta 20'anni prima cioè nel 1286. La prima
testimonianza pittorica in assoluto della storia degli occhiali
sostenuti dal naso, è il ritratto raffigurante Ugo di
Saint Cher con degli occhiali ancorati al naso, tramite lo stesso
metodo progettato da Alessandro da Spina 66 anni prima.I primi
occhiali per lontano
comparvero già nel XV secolo, confezionati con lenti
biconcave per correggere la miopia. Di tali occhialine fecero
uso in questo secolo anche papa Leone X (1475-1521) e la famiglia
dei Medici fortemente miope. Verso la prima metà del
XVI secolo comparvero le lenti ovali, ciò e testimoniato
in una tela risalente al 1510 che ritrae quattro padri della
Chiesa di cui uno portava occhiali a perno con lenti fortemente
ovali. Le forme rettangolari e quadrate comparvero all'incirca
verso il 1570, difatti nel 1572 l'elettore di Sassonia Augusto
fece cercare delle lenti quadrate. Nel 1623 Dava de Valdes parlava
di occhiali da cataratta e per protezione solare dette "conserve";
erano lenti in semplice vetro a forma di ferro di cavallo colorate
in verde o azzurro. Keplero si era dato allo studio delle lenti
a menisco e allo stesso tempo nel1611 M.C.Dominis parla delle
lenti piano-sferiche attribuendone le capacità di avere
un campo visivo maggiore rispetto alle biconvesse. Nel 1583
George Bartisch accusa gli occhiali di non avere capacità
effettivamente correttive e invita i portatori di questi curiosi
strumenti a far uso di << un buon purgante che pulisca
il corpo dagli umori superflui che rischiara di più e
contro i mali oculari dovuti a stregoneria portare al collo
il cuore e gli occhi di civetta essiccati all'aria ecc.>>
Anche se la scienza medica del tempo non s'interessò
affatto degli effetti ottici delle lenti, i costruttori di occhiali
continuarono imperterriti la loro fabbricazione sia pure sperimentando.
Nel XVI e XVII secolo vi furono le prime conquiste nel campo
dell'ottica fisica chiarendo alcuni punti essenziali dell'ottica
fisiologica oculare; fra i nomi più insigni troviamo
Leonardo da Vinci (1452-1519), G.B.Della Porta (1545-1615),
Renato Descartes (1596-1650), Francesco Maurolico Messinese
(1494-1575) e Keplero (1571-1630). Quest'ultimo intuì
per primo la formazione dell'immagine sulla retina e formula
la teoria delle lenti risolvendo il problema del meccanismo
della visione fornendone una spiegazione corretta. Il ben noto
Galileo Galilei grazie all'uso delle lenti permise di esplorare
le vie del cielo lottando contro le superstizioni del tempo.
In questo periodo la scienza non si soffermò al perfezionamento
delle lenti oftalmiche, bensì si occupò soprattutto
di poter rendere visibile l'infinitamente lontano, grazie al
cannocchiale e l'infinitamente piccolo grazie al microscopio.
Dava de Valdes, come abbiamo già visto, nel 1623 accennò
gli occhiali con lenti colorate; ciò fu un preludio del
grande uso di occhiali protettivi affermatosi in questo secolo.
Egli parla anche delle possibili specie di montature svalutando
quelle in metallo e valorizzando quelle di tartaruga ed oggi
da quelle in materie plastiche, sostanze non molto diverse dal
cuoio indurito.
Diffusione degli occhiali nel XVIII e XIX secolo e la
fine delle occhialerie veneziane
Le stampe del XVII e XVIII secolo
mostrano come gli occhiali venivano indossati liberamente appoggiati
solo sulla radice nasale e comparivano i primi occhiali con
stanghette. La misurazione della vista si effettuava provando
una serie di occhiali graduati in base all'età per miopi
e presbiti. La differenza tra presbiopia ed
ipermetropia non era del tutto ancor chiara. Tommaso Garzoni
creò una graduazione non più riferente all'età
bensì in valori focali. Probabilmente il primo che fissò
tale gradazione fu Keplero (1571-1680). Dava de Valdes nel 1623
ci lasciò uno schema di gradazione simile ai pollici,
sostituito oggi da quella in diottrie (molto simile). Gli occhiali
avevano 30 gradi differenti, da un diametro di due alunne arrivavano
ad un diametro pari circa alla grandezza dell'occhio. De Valdes
agli operati da cataratta consiglia per il vicino occhiali da
10-11 gradi mentre per il lontano da circa 20 gradi. Dopo il
1600 bisogna fare una netta distinzione tra occhiali da vista
e occhiali di protezione. Noi andremo ad approfondirci nella
categoria degli occhiali da vista. Dagli occhiali a stanghetta
costruiti probabilmente non prima del XVII secolo e in Spagna,
si passò nel 1746 ad un nuovo Design progettato dall'ottico
pariginoMarco Thomin (1707-1752). L'occhiale era sostenuto dalla
presa di due astine prementi sulle tempie. Nel 1700 nellussuoso
e decadente ambiente veneziano compare l'occhialino di lusso,
un vero e proprio capolavoro d'oreficeria, in oro, ornato con
pietre preziose e moltissimi persino in porcellana e spesso
con lenti in zaffiro purissimo. A Venezia le fabbriche di occhiali
ebbero un grande risveglio verso fine '600 e inizi '700 man
mano che la moda cresceva e l'occhialino veniva a far parte
dell'abbigliamento patrizio. Gli occhialetti divennero così
una sorta di esigenza e ancor più i rinomati occhiali
e occhialini col manico d'oro, d'argento o di tartaruga finemente
lavorato. L'avventuriero Giacomo Casanova racconta che la sua
famosa monaca di Murano fosse in possesso di ben tre occhiali
dalle diverse specialità del manico, il quale manico
nascondeva un determinato significato nei peccati d'amore tra
donne e uomini; difatti il manico d'oro significava <<
ti voglio bene >>, quello d'argento << mi sei indifferente
>> infine quello di tartaruga << va piano, siamo
sorvegliati >>. Nel frattempo le fabbriche lavoravano
a buon ritmo e nel 1721 gli operai salirono circa a 90, con
12 garzoni e tre maestri dell'arte; ma questo periodo così
fruttante non durò molto, la moda cambiava rapidamente
e vi era una forte pressione da parte della concorrenza estera,
così prima del crollo della Repubblica anche le fabbriche
conducevano un andamento non producente. Dopo questa caduta
della gloriosissima Repubblica Veneta, da secoli ormai dominante
dei mercati marittimi, dell'industria dell'occhiale non rimane
altro che il nome di una calle << Occhialera >>
nella contrada di san Travaso dove nel 1796 si chiuse l'ultima
occhialeria. Proprio in questo secolo vennero fatte grandi scoperte
in campo oculistico e dell'ottica fisiologica mentre in Francia,
Spagna, Olanda, Germania, Cecoslovacchia, Inghilterra e successivamente
negli USA, sorsero grandi fabbriche di occhiali. Nomi molto
importanti da ricordare nelle grandi scoperte sono: Cornelio
Donders (1818-1889) che dopo Sturm approfondì gli studi
dell'astigmatismo corneale, Gullstrand grande matematico che
risolse numerosi ardui problemi di ottica che trovarono importanti
risvolti nel campo pratico, Beniamino Franklin che verso la
fine del '700 ideò gli occhiali bifocali. Pare che gli
occhiali bifocali siano stati fatti anche da A. Smith (1783)
e da S. Pierce (1760-1788).Le lenti sotto il nome di menischi
furono fatte e studiate da Woliaston (1804), da Dolland e da
Ostwald e furono chiamate periscopiche per la loro superficie
più estesa che limitava le aberrazioni periferiche. Le
lenti toriche furono ideate dall'ottico romano Suscipi che le
chiamò così perché consistono nel toro
di una colonna, di cui un segmento può considerarsi avere
due curvature circolari, una perpendicolare all'altra e di raggio
diverso. Le prime lenti prismatiche furono usate da Walls (1792)
e da Chevallier (1841) per correggere strabismi. Questi grandi
studi darono un notevole contributo alla scienza medica non
solo come valore teorico ma anche in campo pratico per venire
in aiuto delle deficienze visive.
L'evoluzione della lente correttiva
Abbiamovisto
che le prime lenti usate furono quelle biconvesse usate dagli
studiosi per correggere le presbiopia poi vennero introdotte
quelle biconcave per la miopia. Nel XIX secolo gli studi da
parte dei matematici delle geometrie delle lenti e gli studi
sull'occhio da parte degli oculisti, portò alla definizione
dell'astigmatismo e di conseguenza alla diffusione delle lenti
cilindriche, bicilindriche, sferocilindriche e toriche. Successivamente
un gruppo di elementi tecnici nel campo furono le lenti bifocali,
colorate da protezione solare e lenti da protezione meccanica.
Le lenti di contatto
Nel XVII secolo Cartesio, nella
<< Dioptrique >> (1637) proponeva di mettere a
contatto con la cornea un tubo pieno d'acqua per accrescerne
la potenza, così inoltre affermava che la cornea aveva
un indice di rifrazione molto simile all'acqua (1.33). Con
tale artifizio il potere della cornea veniva annullato e veniva
impostata una determinata curvatura del vetro interno. Da
qui nacque il principio del vetro aderente per correggere
quelle particolari malformazioni corneali quali cheratocono
e alcuni astigmatismi irregolari.
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