Definizione e
Causa
Le modifiche fisiologiche a cui va incontro
il cristallino con l'aumentare dell'età inducono una
riduzione del potere accomodativo con conseguente allontanamento
del punto prossimo di accomodazione (punto più vicino
che può essere visto nitidamente impiegando tutta l'accomodazione
disponibile). Quando tale potere scende al di sotto delle 4D
(valore utile per svolgere agevolmente le più comuni
attività da vicino), il soggetto è definito "presbite".
Insorgenza
L'età media d'insorgenza della presbiopia è circa
45 anni , ma variabile in base alle latitudini (42-43 anni in
Italia, 40 in Grecia, 48 in Svezia), è comunque possibile
che, a parità di condizioni ambientali, la presbiopia
si manifesti prima in soggetti che svolgono l'attività
lavorativa principale a distanza molto ravvicinata. Altra variazione
è possibile rispetto alla condizione ametropica del soggetto:
gli ipermetropi possono diventare presbiti prima rispetto all'età
media emntre i miopi dopo.
Sintomi
Il sintomo principale è una ridotta acuità visiva
a distanza ravvicinata, meno frequente sono invece i sintomi
astenopici che possono comparire solo inizialmente quando
lo sforzo accomodativo permette ancora di mantenere la visione
nitida.
Classificazione
La presbiopia si suddivide in:
- Incipiente,
è definita così quando è allo stato iniziale
e con qualche accorgimento, come un'aumento dell'illuminazione
ambientale o un leggero allontanamento dell'oggetto, o del
testo, ne permettono ancora la visione nitida;
- Assoluta,
l'accomodazione residua è minima, pertanto non è
più possibile avere una visione ravvicinata nitida;
- Prematura,
insorge prema dei 45 anni (si faccia attenzione in questo
caso a non confonderla con l'ipermetropia manifestra).
Condizioni particolari che possiamo aggiungere
sono la presbiopia notturna, che si manifesta abitualmente
in tutti i soggetti, a causa di una riduzione dell'attività
accomodativa in condizione di poca illuminazione ambientale
e la presbiopia secondaria, indotta da particolari condizioni
che causano paralisi del cristallino, intossicazioni o altro.
Correzione
La compensazione ottica si effettuata abitualemente con lenti
da occhiali, ma può essere effettuata anche con lenti
a contatto. Nei soggetti ametropi la prescrizione prevede
la abituale correzione per lontano alla quale va sommato algebricamente
il valore della correzione presbiopica per vicino.
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